Swing Kids

Domenica 20 gennaio per la prima volta The Kitchen Swing si trasformerà in un cinema e ad aprire la stagione sarà Swing Kids! Non voglio anticipare nulla, solo porre l’attenzione su alcuni dettagli di stile e abbigliamento anche attraverso i quali un gruppo di giovani tedeschi detti “Swing Kids”, si ribellò al regime nazista. 

Ad Amburgo prima della seconda guerra mondiale, mentre Hitler sta portando la Germania verso la guerra, i ragazzi iscritti alla Hitlerjugend, sottoposti ad una severa disciplina, vengono spinti da una propaganda al fanatismo verso il Fuhrer e all’odio verso gli ebrei. Ma un gruppo di giovani tedeschi ribelli detti “Swing Kids”, entusiasti della musica da ballo americana, ascoltano di nascosto dischi di Benny Goodman, Count Basie si riuniscono di notte a ballare e a suonare al Cafè Bismark, dove si scatenano nelle nuove danze americane.

Gli swing boy inizialmente apolitici erano definiti “effeminati” dai nazisti a causa del loro comportamento che andava contro il militarismo insinuato dal regine nella sua gioventù. Non ci voleva molto a distinguerli in mezzo ad una popolazione cittadina  standardizzata che faceva di tutto per uniformarsi al modello vigente. A differenza dei loro coetanei con i capelli rasati a spazzola, i ragazzi portavano i capelli lunghissimi pettinati all’indietro, divisi in grosse ciocche appiccicose grazie ad abbondanti manipolazioni  con la brillantina o con acqua zuccherata. L’abbigliamento maschile prevede lunghe giacche simili a quelle di Humphrey Bogart con ampi risvolti su cui sono cucite stoffe colorate, magari a stelle e strisce, pantaloni larghi e stretti in fondo, lunghissime catene, scarpe con suola altissima, pipe inglesi con bocchino dritto. Borsalino portato inclinato e trench appoggiato sulle spalle con in tasca, a vista un giornale di lingua inglese come gesto di sfida.

                                                                             

Le ragazze, invece, portavano i capelli sciolti sulle spalle con qualche ciocca arruffata o tinta, una moda che contrasta con l’idea della supremazia e della bellezza germanica e della moda tirolese proposta dal Reich e dal Fascismo in Italia. Adoravano assomigliare all’attrice e modella statunitense Lauren Bacall portando grandi occhiali dalle montature bianche. Si strappavano le sopracciglia e se le disegnavano con la matita nera. Sfidano il bando sui cosmetici, si incipriano di bianco, esagerando con il rossetto e con lo smalto per le unghie. Si confezionano gli abiti da sole cercando di apparire decadenti lasciando libere le spalle e seducenti gonne corte che al minimo movimento rivelano le giarrettiere…..o persino pantaloni da uomo! Fumano sigarette da lunghi bocchini e mostrano una passione estetica.

                                                                                                             

Buona visione…..

 

 

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