Nicole Pipino

Ha portato lo swing ad Alessandria e ci ha contagiati tutti con il suo entusiasmo, la sua disponibilità e la sua dolcezza. Sinuosa nei movimenti, è un piacere per gli occhi vederla ballare…. e ancor più bello è stato tifare e vederla arrivare prima alla competizione di Solo Charleston al Torino Swing Festival! Dietro questa vittoria ci sono tanto lavoro e passione…… 

“Il primo ricordo che ho di me ballerina è molto lontano, penso che si aggiri intorno ai quattro anni di età. Stavo davanti alla tv, dove si esibivano Lorella Cuccarini e Heater Parisi, con i collant di mia mamma in testa (dovevano simulare la folta chioma), copiando ogni movimento che facevano….cantando anche la canzone. Appena l’età lo consentì, i miei genitori mi iscrissero al Teatro Nuovo di Torino, dove studiai danza classica fino ai diciotto anni. Li ringrazierò sempre per questa scelta: la disciplina, l’abitudine al lavoro sodo e la professionalità che mi è stata insegnata me la porto dietro ancora oggi. Ma il fisico, ahimè, non stava dalla mia parte e ad un certo punto fu chiaro che il mio futuro non sarebbe mai stato in quel mondo. Non ricordo esattamente quanto tempo ci ho messo per riprendermi, anni, tanti anni. Però non potevo fare a meno di ballare, essendo anche estremamente timida, era l’unico modo che conoscevo per far sentire la mia voce. Approdai così alla scuola di danza Arkè dove studiai modern dance. Questo nuovo ambiente mi piaceva molto: piedi nudi, ampiezza dei movimenti e interpretazione di tutti gli stati d’animo, anche della fatica, furono subito le caratteristiche che mi entusiasmarono. L’improvvisazione invece mi terrorizzava. Nella danza classica tutto è stabilito e codificato, i movimenti devono essere il più simile possibile all’interno del corpo di ballo, tutto questo è un corazza sicura dietro la quale nascondersi. Mi intrigava l’idea di scegliere IO come danzare, ma ne avevo anche una paura sconsiderata. Ballai tutto il tempo di schiena in fondo alla sala, sperando che nessuno mi vedesse. Inutile dire che, qualche tempo dopo, diventò il mio momento preferito. Cominciai così a dedicarmi alla coreografia.. e fu come aver incontrato un’amica che non vedevo da tanto tempo! La voglia di creare era sempre stata presente in me, ma ero troppo chiusa caratterialmente per metterlo in pratica.

Fu lì che iniziai a cambiare, non palavo mai con la voce, ma lo facevo con il corpo. Entrai quasi subito in compagnia ed iniziai la sfilza di prove e spettacoli che per me erano linfa vitale. Nel corso degli anni ho avuto modo, sia con la compagnia che al di fuori, di sperimentare altre tecniche come la danza barocca e l’afro. In ognuna di queste mi sentivo a mio agio e ne capivo la ricchezza che mi stava portando, è come conoscere più lingue…..hai più possibilità di comunicare!

In questa mia costante ricerca di nuovi stimoli trovai quasi per caso l’authentic jazz e il charleston, solo successivamente il lindy hop. Inutile dire che rimasi subito affascinata dall’energia, dalla musica e del modo in cui questi ballerini interagivano con essa… Diverso… Sembravano musicisti che suonavano con il corpo. Tutto questo mi lasciò con un pensiero nitido nella testa : “lo voglio fare questo! “. Gli inizi furono a tratti traumatici… Soprattutto per il lindy hop. Non avevo mai ballato in coppia e trovavo estremamente difficile farmi condurre, inoltre avevo l’ossessione di dover capire tutto e all’istante. Ma questo mondo non è fatto solo di lezioni. Quante serate passate in un angolo a guardare gli altri ballare: erano sciolti, si divertivano! Ed io mi sentivo un’incapace. Nonostante questo non potevo fare a meno di continuare ad andare, guardare video su youtube e ascoltare musica jazz. Fortunatamente col tempo e la passione le cose cambiano. Ci si scioglie e si comincia a ballare davvero, si smette di pensare ai passi e ci si lascia condurre solo dalla musica.”

A Nicole sembra di non aver scritto la “chiusura”, secondo me questo è solo l’inizio della storia di Nicole Pipino.

Tantissimi auguri di buon compleanno maestra!!! 

 

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